Ascolta questa pagina

adriano-piu-artista-presentazione-friuli-arte

Esperto e profondo conoscitore della materia, a volte apparentemente indisciplinata, il maestro Adriano Piu ha costruito un mondo visivo delle relazioni, dell’armonia e del dire, in cui l’artigianale e lo spirituale, l’immediatamente tangibile e il suggestivo, l’eloquente e piuttosto etereo si fondono armoniosamente.

Potrebbe essere considerato un modello di un linguaggio visivo in cui la conoscenza e il bagaglio spirituale si sostengono a vicenda e da cui viene creato un universo unico e idiosincratico che lentamente si evolve, coinvolgendo i lavori precedenti chel fanno riferimento ai risultati di oggi e viceversa.

Adriano Piu da oltre vent’anni espone nelle Fiandre, grazie alla tenacia e all’inseparabile fiducia di Koen Van Daele. L’opera di Adriano Piu comprende la pittura e la scultura che con sapiente intuito, ha saputo fondere assieme generando dei quadri che mostrano la meraviglia dei movimenti interlocutori della scultura.

Opere che sono sia quadri che sculture, le cui possibilità di movimento interno rendono l’osservatore artista potendo modificare l’opera a seconda del proprio volere.

Molto presente nel lavoro dell’artista la sua personalità, la commovente scelta dei temi, che sono il linguaggio visivo occidentale dall’inizio del ventesimo secolo con caratteristiche precedenti, vale a dire il corpo umano, il ritmo, materia, alienazione, scrittura, lo stile di una forma, l’evocazione di un significato che offre allo spettatore l’opportunità di interpretare, controllare un caos che caratterizza la nostra attuale civiltà, l’evocazione di presenze che inizialmente creano alienazione e poco dopo portano a un riconoscimento che diventa ammirazione.

Caratteristica dell’opera di Adriano Piu degli ultimi venti, trent’anni è proprio la crescita significativa e pacificamente profonda dalla materia su una tela, attraverso un’immagine sognante, al movimento reale su un mezzo classico. In ciò che è esposto qui, ci sono ancora tracce da trovare delle immagini speciali dell’artista, radici che fanno riferimento a più di venti anni fa.

Ciò che inizialmente era una pittura pratica, certamente di tipo speciale, potrebbe essere descritto, nei vari tipi di materia creando un movimento lento suggerito, sconfiggendo lo sfondo monocromatico della tela, che ora è diventata una struttura semi-esaltata ancora più chiara, che rappresenta il punto di contatto di bi-dimensionalità e tridimensionalità.

La questione era allora una sorta di insieme solidificato di vari elementi in cui è stato graffiato e scritto, dove sono nati i segni che in seguito hanno mostrato una tendenza funzionale adottando, autonomamente, un fascino scultoreo.

L’emozione dell’artista ha senza dubbio espresso, il suo bisogno di una comunicazione inenarrabile. L’esuberanza fisica dell’artista spesso supera la mera “scrittura” sempre presente. Nelle sue recenti opere bidimensionali, sia la materia che la scrittura, sono presenti in un modo meno esplicito. A volte indossano il titolo un po’strano di semiologia, ciò che si riferisce al valore di un segno, per firmare e significare, per custodire un segnale che non è stato ancora caricato di significati, questo non si riferisce a nulla di concreto ed è ancora estremamente commovente.

Ad un certo momento appare nell’opera di Adrano Piu il concetto di ritmo, questo fa parte del suo movimento visivo e della sua scrittura nel senso del termine, una realtà concreta dal titolo: “Movimento Interlocutorio“.

scultura-adriano-piu-italia

Sono il frutto del suo giocoso bagaglio spirituale e la sua competenza tecnica, dipingendo e goffrando i concetti forniti in una dimensione concreta. Il dipinto o la struttura semi-costruita può assumere varie forme, spostandosi. Ad esempio, il concetto di dimensione o pittura viene messo in discussione in modo giocoso dove forma e spazio, come un’idea e come dati tangibili in primo piano. Gli elementi che incarnano il suo movimento sono quasi naturalmente auto-esplicativi.

Questo vale anche per le sue sculture che spesso si riferiscono a una forma umana retta. Solo nei lavori più piccoli, che vengono elaborati ripetutamente, appaiono linee orizzontali e mezze orizzontali. Le sue sculture sono principalmente tagliate da lastre di acciaio inossidabile assemblate, saldate e lucidate, fino a quando non raggiungono un perfetto fascino fisico.

Sono il frutto del suo giocoso bagaglio spirituale e la sua competenza tecnica, dipingendo e goffrando i concetti forniti in una dimensione concreta. Il dipinto o la struttura semi-costruita può assumere varie forme, spostandosi. Ad esempio, il concetto di dimensione o pittura viene messo in discussione in modo giocoso dove forma e spazio, come un’idea e come dati tangibili in primo piano. Gli elementi che incarnano il suo movimento sono quasi naturalmente auto-esplicativi.

Questo vale anche per le sue sculture che spesso si riferiscono a una forma umana retta. Solo nei lavori più piccoli, che vengono elaborati ripetutamente, appaiono linee orizzontali e mezze orizzontali. Le sue sculture sono principalmente tagliate da lastre di acciaio inossidabile assemblate, saldate e lucidate, fino a quando non raggiungono un perfetto fascino fisico.

opera-adriano-piu

Il corpo, di solito quello femminile, è una parte fondamentale nelle sue sculture: liscio e alquanto allineato, ma anche con un approccio stilizzato estremamente personale, sembra essere strettamente connesso con ciò che è aperto nelle sue scene di legno in movimento.

Questo mostra l’intera opera dell’artista in definitiva: una coesione ampia e attraente, e mostra una personalità visiva sorprendente il cui risultato, come abbiamo detto prima, è una profonda conoscenza del passato e un linguaggio visivo speciale che può essere chiamato quasi invisibile e che, sia nella sua materia libera si formino su tela, come nelle sue curiose scene in movimento e anche nella sua visione strana ed eloquente del corpo femminile in una materia lucente e splendente, si distingue e affascina.

L’originalità caratterizza e accompagna l’intera opera dell’artista, in un momento caotico come questo, è un modello di “mestiere”, visione visiva, un’ispirazione bizzarra e un occhio estetico in grado di creare.

Hugo Brutin (A.I.C.A.)

hugo-brutin-critico-arte-adriano-piu-friuli-italia

Hugo Brutin

Membro per molti anni dell’A.I.C.A. (Associazione Internazione Critici d’Arte),  ha una notevole conoscenza del mondo dell’arte internazionale. In passato ha gestito un proprio programma su Radio 2 Belga e ha scritto innumerevoli libri d’arte nel corso degli ultimi decenni.